Sui metodi di ricerca astrologica. L’approccio scientifico

Posted by AstroloGoal | Astrologia & Scienza | martedì 21 aprile 2020 6:09 pm

Articolo di Massimo Moras

La maggior parte del lavoro sul campo, da parte degli astrologi che si cimentano nella ricerca, è svolto in prevalenza su una base di volontariato personale privo di sussistenza o fondi specifici e spesso anche di un’adeguata conoscenza scientifica convenzionale.

Il soggetto di studio, inoltre, è di una complessità tale da dover presto scoraggiare qualunque tentativo di ottenere risposte certe e incontrovertibili, privilegiando l’analisi rispetto alla sintesi, essendo praticamente infiniti, nonché di diversa influenza intrinseca, i fattori astrologici da tenere in considerazione per un vaticinio completo di qualsivoglia natura.

L’esistenza di tale dinamismo e complessità dovrebbe dunque costituire un monito verso chi intraprenda studi semplicistici che tengano conto solamente di uno o pochi fattori isolati, senza uno sguardo attento sul loro divenire reciproco nel tempo.

L’astrologia è fondata su un paradigma organico che è meglio compreso attraverso metodi di ricerca qualitativi non sperimentali come l’ermeneutica, la fenomenologia e la teoria dei sistemi generali. Al contrario, la scienza moderna è radicata in un paradigma meccanicistico che è meglio compreso attraverso metodi di ricerca sperimentale e quantitativa che dipendono fortemente dalla statistica.

I metodi che derivano dal paradigma meccanicistico della scienza moderna sono in larga parte inappropriati alla ricerca astrologica e quindi spesso faticano a fornire supporto alle ipotesi dell’astrologia. Quando i ricercatori astrologici applicano metodi derivati ​​da un modello meccanicistico, altissima è la probabilità che si producano risultati che confermano la visione meccanicistica del mondo, una visione che però esclude l’astrologia in linea di principio.

Ciascuna epoca dell’umanità ha un’ottica delle cose che corrisponde allo stadio della mentalità collettiva che le è proprio. Gli Antichi cercarono una spiegazione nel quadro della loro visione animistica del mondo, esattamente come la spiegazione attuale – in termini di radiazione e irradiamento – rientra nella linea della nostra visione geofisica dell’universo. In verità, la nostra non farebbe altro che rimpiazzare la loro senza per questo essere più valida. Se le costellazioni furono da essi riportate a forme animali, i pianeti divennero gli “interpreti” della volontà degli dèi, o di geni benefici o malefici. Da un millennio all’altro non abbiamo fatto altro che sostituire, all’infantile presenza delle volontà divine, una visione “meccanicistica” che non legittima davvero le basi dell’astrologia. Bisogna infatti arrendersi all’evidenza che le acquisizioni astrofisiche non hanno aggiunto alcunché all’astrologia: non la riguardano. Altrimenti, perché mai i contributi di Gauquelin non avrebbero potuto essere integrati al corredo di questa nuova disciplina? Gli scienziati non si sono sbagliati, qui si tratta veramente di “un’altra cosa”, di un corpo estraneo al bilancio già inventariato che s’inserisce direttamente nell’apparato fisico del mondo“. [1]

C’è un’enorme mole di amenità pubblicate nel nostro campo, la maggior parte delle quali prende la forma di dichiarazioni semplicistiche, eccessivamente ottimistiche sul vero significato delle infinite variabili presenti in un tema astrale. Anche se tali dichiarazioni sembrano dimostrabili o testabili statisticamente, nella pratica reale vi è un’ambiguità inerente ai simboli astrologici che rende qualunque ricerca estremamente problematica. Questa ambiguità è inevitabile. Dopotutto, non stiamo parlando di entità fisiche che si comportano in modo coerente e prevedibile, ma di sottili correnti di coscienza che si mescolano e si evolvono in modi che rendono ogni tema astrale un profondo enigma.

Gli astrologi del nuovo millennio non possono più cavarsela con le dogmatiche caratteristiche tipiche dei testi astrologici tradizionali. Un’astrologia postmoderna riconosce che l’oroscopo simboleggia un’entità complessa e in evoluzione il cui comportamento è fondamentalmente indeterminato. Di conseguenza, le interpretazioni astrologiche dovrebbero necessariamente essere descrizioni approssimative che si avvicinano alla verità per gradi.


L’approccio scientifico

L’approccio scientifico definito dal metodo sperimentale non è in grado di catturare la natura complessa e sfuggente dell’astrologia. Il metodo sperimentale deriva da un metodo ampiamente obsoleto, da una visione semplificata dell’Universo che non ammette altre cause se non quelle materiali. Ogni progetto di sperimentazione è implicitamente basato su un modello di causalità materiale che è in ultima analisi incompatibile con l’astrologia. Tuttavia, l’adeguatezza di tale approccio viene sempre più attaccata dai filosofi della scienza che la considerano particolarmente inappropriata alle scienze umane, di cui l’astrologia può essere considerata un settore in qualche modo affine.

Scienziati e astrologi sono in conflitto non perché questi ultimi non si preoccupano dell’accuratezza del loro sistema, ma perché tale accuratezza non può essere dimostrata con metodi che lo semplificano e distorcono. Una via d’uscita dal dilemma potrebbe essere l’applicazione di un metodo che lasci meno spazio all’interpretazione soggettiva, introducendo procedimenti più rigorosi e verificabili, tali da riuscire a strappare in qualche misura l’astrologia dall’alveo della mera superstizione per avvicinarla a quello più moderno della ricerca scientifica.

Mentre molti seguaci dell’astrologia si trovano a corto di ricerca scientifica e specialmente di statistiche, la cosmobiologia cerca di usare ogni tipo di ricerca e di metodologia che possa accrescere le sue conoscenze e aiutarla a fornire risultati più accurati. […] Perciò, come nell’antichità appariva difficile qualsiasi branca di conoscenza che non facesse capo all’astrologia di quell’epoca, così in futuro la cosmobiologia, pur senza mescolarsi alle filosofie e alle ideologie correnti, può diventare di un incalcolabile aiuto per la scienza concepita come un tutto”.[2]

Lo studioso tedesco Reinhold Ebertin – noto per avere cercato di ‘svecchiare’ l’astrologia tradizionale rimuovendone imprecisioni e luoghi comuni – ha sviluppato con la sua cosmobiologia una tecnica interpretativa basata essenzialmente sull’uso dei midpoints, o mezzipunti, o mezze distanze tra due astri, che si distingue nettamente dalla pratica consueta di lettura dell’oroscopo, che non viene più esaminato e interpretato isolatamente, ma collegando il quadro astrale con le circostanze sia esistenziali che ambientali.

Un nostro felice esperimento, basato sui mezzipunti di Ebertin e applicato alla somma goal totale delle partite del campionato italiano di calcio, ha svelato interessanti scenari sulle potenziali applicazioni della cosmobiologia in ambito predittivo. I risultati dell’esperimento sono consultabili in appendice al nostro eBook Manuale di Astrologia del Calcio e rappresentano un grosso passo avanti nella ricerca di prove a sostegno dell’astrologia scientifica.

Astrologia e Scienza I: Dalla parte di Keplero

Bibliografia

1) André Barbault, Dalla psicoanalisi all’astrologia, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016, rif. pag. 18

2) Reinhold Ebertin, Applied Cosmobiology , American Federation of Astrologers, 2006, rif. pag. viii

Libri

eBook Manuale Astrologia del Calcio

Posted by AstroloGoal | Astrologia sportiva,Recensioni | giovedì 21 febbraio 2019 10:20 am

Manuale di Astrologia del Calcio: Gli elementi, i segni, i pianeti e le principali tecniche di previsione

Libro di Massimo Moras (disponibile solo in italiano)

Manuale di Astrologia del Calcio

E’ possibile prevedere l’esito di un evento agonistico attraverso l’uso degli strumenti messi a disposizione dall’astrologia? E fino a che punto sarebbero prevedibili gli eventi dello sport? Tali predizioni possono essere esatte, specifiche, o soltanto a grandi linee? Esistono effetti astrologici oggettivamente reali e misurabili? E’ quanto si propone di illustrare questo libro, grazie alla disamina del lavoro svolto dai più grandi esperti di astrologia sportiva ed al personale contributo dell’autore, analista ricercatore presso l’Accademia Merriman di Market Timing. In appendice, è illustrato un nuovo metodo ad alta percentuale di frequenza, basato sulla ricorrenza statistica dei mezzipunti di Ebertin in relazione al numero di reti segnate in una partita, per vincere alle scommesse Under/Over!

La tecnica interpretativa basata sull’uso dei midpoints, o mezzipunti (mezze distanze tra due astri), si distingue nettamente dalla pratica consueta di lettura dell’oroscopo. La cosmobiologia di Ebertin si propone di lasciare meno spazio all’interpretazione soggettiva, introducendo metodi più rigorosi e verificabili, tali da riuscire a strappare l’astrologia dall’alveo della superstizione per avvicinarla a quello più moderno della ricerca scientifica. L’esperimento illustrato nell’appendice di questo volume, e applicato alla somma goal totale delle partite del campionato italiano di calcio di Serie A dal 2011 al 2016, ha svelato interessanti scenari sulle potenziali applicazioni dell’uso dei mezzipunti in ambito predittivo sportivo, rappresentando un grosso passo avanti nella ricerca di prove a sostegno di un dialogo possibile tra Astrologia e Scienza.

Già in età rinascimentale, gli specialisti dell’astrologia avvertirono l’esigenza, resa pressante dalla crescente forza della polemica anti-astrologica in corso, di una più rilevante scientificità della disciplina, e dunque di una maggior certezza della capacità previsionale. Ciò poteva avvenire in primo luogo grazie ad un ritorno alla genuina astrologia tolemaica, di stampo matematico e calcolatorio, e di conseguenza al rifiuto di alcune metodiche previsionali di matrice araba (ad esempio la pratica delle elezioni e delle interrogazioni). Alcuni autori come Gerolamo Cardano, medico, matematico, filosofo (Pavia 1501 – Roma 1576) si concentreranno sul tema delle natività, analizzando una casistica effettiva di oroscopi e geniture, alla ricerca di conferme empiriche di leggi esplicative e previsionali riconosciute universalmente valide. L’esigenza di una maggiore scientificità dell’astrologia, in seguito alle importanti scoperte astronomiche del periodo rinascimentale, fu sentita in particolare da Giovanni Antonio Magini, matematico, astronomo e geografo (Padova 1555 – Bologna 1617) che nell’opera Nouae coelestium orbium theoricae proporrà una reinterpretazione delle sue teorie astrologiche in accordo con la legge copernicana. (Fonte: http://www.beic.it/it/content/astrologia)

A livello conscio, la maggior parte delle persone non si lascerebbe certo influenzare nelle proprie decisioni da oroscopi o sibille, nonostante molti pensino che comunque ci possa essere qualcosa di vero nell’astrologia. Gli astrologi sostengono che questa antica disciplina aiuti a dare un significato ad eventi in apparenza caotici o privi di significato. L’interpretazione del grafico natale – anche di un evento sportivo – fornirebbe un resoconto biografico attraverso l’individuazione di tematiche comuni in avvenimenti altrimenti distinti, oltre ad una possibile delimitazione in termini spazio-temporali. Si tratterebbe quindi di una sorta di mitologia pratica, che usa segni, simboli ed archetipi di epoche perdute per offrire consigli concreti sul presente, nonché suggerimenti sul possibile esito d’avvenimenti e circostanze futuri.

Nella visione astrologica del mondo, secondo Nicholas Campion nel suo libro “In Cosa Credono gli Astrologi?” (Vallardi, Milano, 2007), il linguaggio dei cieli rappresenterebbe dunque un potente strumento di previsione, sebbene, al giorno d’oggi, la maggior parte degli astrologi – e noi con loro – ritenga che la predizione esatta sia praticamente impossibile (per le troppe variabili da tenere in conto) e che sia verosimile la sola anticipazione di tendenze o di possibili sviluppi di situazioni, anziché la predizione di fatti o circostanze inevitabili.

Questo margine di approssimazione, legato al suo carattere di disciplina congetturale, non toglie però affidabilità all’astrologia, così come non la toglie alle altre ricerche dello stesso tipo. Come non respingiamo l’arte nautica per il fatto che molte volte fallisce, osserva Tolomeo, allo stesso modo dobbiamo apprezzare e amare l’astrologia per ciò che essa può fare. Molto spesso in questo tipo di questioni l’errore non dipende dalla ricerca, ma di chi la svolge; gli approcci superficiali, così come la ciarlataneria di quanti per avidità di lucro gabellano come possibili previsioni tecnicamente non formulabili, non debbono farci sconfessare la ricerca, ma solo chi se ne serve in modo inadeguato“. (Estratto dal libro: Scritto negli astri. L’astrologia nella cultura dell’Occidente di Ornella Pompeo Faracovi, edito da Marsilio, 1996, p. 119)

vignetta-astrologia

 

Lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung era convinto che l’astrologia fosse uno strumento utile per esplorare le profondità dell’inconscio, e che rappresentasse la summa delle conoscenze psicologiche dell’antichità. Per suffragarne la fondatezza in termini di connessione temporale a-causale, pubblicò nel 1952 uno studio statistico a dimostrazione della sincronicità di eventi celesti e terrestri, osservando a tale scopo la ricorrenza statistica di determinati aspetti astrologici in un alto numero di oroscopi di unioni matrimoniali. (Jung, Carl Gustav, “La sincronicità come principio di nessi acausali – Un esperimento astrologico”, in Opere, Vol. 8, Boringhieri, Torino, 1969-1993)

Nel 1950, lo scienziato francese Michel Gauquelin effettuò una ricerca su larga scala, e dimostrò statisticamente che, ad esempio, le persone nate con Marte sopra l’orizzonte orientale o culminante nel punto più alto del cielo, presentano maggiori probabilità di successo nella professione dell’atleta sportivo. Malgrado i risultati dello studio siano tuttora molto controversi, essi rappresentano fino ad ora l’unica controprova statistica delle teorie di Jung sul tempo. A tal proposito, il noto astrologo italiano Ciro Discepolo, sempre impegnato nell’ardua impresa di dare credibilità scientifica all’astrologia, commenta nel suo libro “Astrologia: Sì e No” (Edizioni Ricerca ‘90, Napoli, 1994) che i risultati di Gauquelin provano, contrariamente a quanto asserito dagli anti-astrologi, che i pianeti non sono dei semplici ‘sassi’, ma che anzi influenzano decisamente il nostro destino. (Gauquelin, Michael, Il dossier delle influenze cosmiche, Astrolabio ed., 1975)

 

Lo psicoanalista e antropologo svizzero Carl Gustav Jung (Kesswil, 26 luglio 1875 – Küsnacht, 6 giugno 1961) e lo psicologo e statistico francese Michel Gauquelin (13 novembre 1928 – 20 maggio 1991)

Lo psicoanalista e antropologo svizzero Carl Gustav Jung (Kesswil, 26 luglio 1875 – Küsnacht, 6 giugno 1961) e lo psicologo e statistico francese Michel Gauquelin (13 novembre 1928 – 20 maggio 1991)

 

Anche all’interno del mondo dell’ortodossia scientifica, tuttavia, alcune piccole crepe stanno incrinando la granitica convinzione che l’astrologia sia soltanto una pseudoscienza da ciarlatani. Percy Seymour, un membro ricercatore della Royal Astronomical Society, ha riaperto nel 1996 un acceso dibattito con un libro provocatorio: “Astrology: The Evidence of Science” (Arkana-Penguin, 1990) in cui spiegava come il movimento del Sole e dei pianeti, attraverso il campo magnetico terrestre, possa influenzare lo sviluppo del cervello umano, specialmente durante la crescita del feto nel grembo materno. In particolare, Seymour suggeriva come il magnetismo terrestre venisse influenzato da quelli del Sole e della Luna, mentre altri pianeti quali Venere, Marte e Giove, condizionassero a loro volta il campo magnetico solare.

In epoca contemporanea, inoltre, alcuni professionisti del mondo della finanza si sono convinti che sia possibile guadagnare cifre importanti collegando i cicli planetari a quelli economici. Uno di questi è il consulente finanziario ed esperto mondiale di astrofinanza Raymond Merriman, i cui voluminosi tomi riguardanti le tecniche di trading e market timing si basano sull’analisi geocosmica dei mercati, e presentano una solida e stringente componente statistica a supporto delle originali tesi riportate. Nel corso della mia personale pratica di consulente finanziario specializzato, ho avuto l’occasione di apprezzare e sperimentare da vicino i rigorosi metodi di lavoro di Merriman, presso la cui Accademia, con sede nello Stato del Michigan USA, ho avuto anche l’onore, nel 2015, di diplomarmi in qualità di analista ricercatore. (Merriman, Raymond, Guida all’Astrologia Finanziaria, AstroFinanza, 2012)

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Fattore Timing – Reti segnate e Plus Zones di Gauquelin

Posted by AstroloGoal | Astrologia sportiva | giovedì 14 febbraio 2019 10:55 am

Esperimento sulle Plus Zones di Gauquelin applicate ai gol segnati dai calciatori nelle partite del campionato italiano di Serie A tra gli anni 2013 e 2016

Nel nostro esperimento abbiamo analizzato la presenza dei pianeti di nascita di 2013 calciatori nei 36 settori del cerchio zodiacale definito da orario e coordinate geografiche del luogo in cui avevano segnato una rete durante il campionato di calcio di serie A nelle stagioni 2013/14, 2014/15 e 2015/16.

Il dato statisticamente più rilevante è stato ottenuto dal pianeta Giove, presente in maniera nettamente superiore alle attese nei settori corrispondenti al sorgere e alla culminazione, dove anche Sole e Mercurio hanno mostrato valori interessanti. Marte è invece apparso con frequenza maggiore solo nel settore corrispondente al sorgere. Tali settori ad orizzonte e meridiano sono definiti le “Plus Zones di Gauquelin”.

Keplero aveva preconizzato che ci potesse essere un «animale industrioso» capace di trovare un granello d’oro nel letame maleodorante dell’astrologia. Michel Gauquelin si propose di trovare quel granello d’oro. Per evitare gli evidenti errori metodologici dei tentativi statistici di alcuni astrologi si iscrisse alla Sorbona per studiare le leggi del caso onde poterle applicare rigorosamente ai suoi studi. Egli pensò di studiare il rapporto uomo-astro in funzione dell’ora del giorno. A tal fine considerò il movimento diurno dei pianeti rapportabile alla suddivisione di una roulette, in questo caso astronomica: un cerchio diviso in trentasei settori, ciascuno dei quali abbracciante 10 gradi (360/36), successivamente ripartiti per comodità in dodici parti. I quattro assi che dividono in altrettante parti uguali il cerchio considerato sono i punti più significativi del passaggio nel cielo di un astro (le cosiddette plus zones) : la levata (sorgere), la culminazione (meridiano) e i loro opposti. Gauquelin giunse poi a formalizzare le sue prime leggi generali.
Ecco il dato significativo riguardante Marte, il pianeta della combattività:
In 2088 campioni sportivi, secondo l’ora e il luogo di nascita, Marte domina incontrastato con un’evidenza statistica sorprendente, definita dagli addetti ai lavori “Effetto Marte”. Lo si conta 452 volte invece delle attese 348 al sorgere e alla culminazione (2088/6 =1/12° + 1/12° = 1/6° = 348), lasciando ciò al caso solo una probabilità su 5 milioni.

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Distribuzione di Marte rispetto alle ore della giornata. Il cerchio rappresenta i valori teorici; la linea continua mostra, invece, come Marte sia presente, alla nascita, in 2088 campioni sportivi (si notino le punte nettissime in prossimità della levata e della culminazione)

Tratto da Enzo Barillà e Ciro Discepolo: “Astrologia: SÌ e NO“, Edizioni Ricerca ’90, 1994, cui rimandiamo per un’introduzione più approfondita ai temi sollevati dalle ricerche di Gauquelin.

Riportiamo qui la tabella in cui si evidenziano il numero osservato nei dodici settori e il numero teorico medio atteso, relativamente al pianeta Giove, in seguito al nostro esperimento.

Posizione di Giove al momento e luogo in cui i calciatori segnavano un goal

Settori

1*234*56789101112Totale

N°osservato

2311571662121361241711621591921381652013
N° medio1681681681681681681681681681681681682013

*Si noti come le due zone corrispondenti al sorgere (Settore 1) e alla culminazione (Settore 4) presentino una frequenza maggiore di Giove rispetto agli altri settori.

Ecco come questo sorprendente risultato statistico ci appare graficamente se prendiamo in considerazione il cerchio zodiacale diviso in trentasei settori. Si notino in particolare la plus zone del sorgere (rappresentata dai settori 27-30) e quella di culminazione (36-3).

Giove nei settori di Gauquelin

Distribuzione di Giove, rispetto ai settori di Gauquelin, in 2013 calciatori al momento e luogo in cui segnavano una rete in Serie A. Si notino le punte in prossimità delle plus zones del sorgere (settori 27-30) e di culminazione (36-3)

 

I risultati di questo esperimento ci hanno permesso di individuare l’incidenza statistica dei vari pianeti di nascita distribuiti all’interno delle plus zones di Gauquelin e di formulare degli algoritmi utili a determinare la probabilità di segnatura di uno o più goal da parte dei calciatori durante l’arco dei novanta minuti di gioco. Abbiamo definito “Fattore Timing” il valore ottenuto secondo tali permutazioni, una sorta di indice di efficacia realizzativa che, sommato alle proiezioni di rendimento ottenute attraverso l’analisi dei transiti giornalieri, ci consente di avere un quadro abbastanza attendibile delle probabilità che si presentano ai singoli giocatori di segnare una rete durante una partita di calcio.

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L’applicazione pratica dell’esperimento può essere consultata settimanalmente nelle pagine di questo blog, dove un sistema per vincere alle scommesse basato sui transiti personali e le plus zones di Gauquelin fornisce suggerimenti dettagliati sui probabili marcatori e consigli utili alla scelta dei giocatori per il Fantacalcio (fantasy football) di Serie A.

Futuri esperimenti saranno notificati anche attraverso il nostro profilo Twitter: @betfunder

ESCLUSIONE DI RESPONSABILITA’ Tutte le informazioni contenute in questa pagina sono fornite con intento genuino e secondo gli studi e le ricerche di Massimo Moras. L’amministratore non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi attività compiuta da parte dell’utente presso allibratori o bookmaker. L’utente è inoltre il solo responsabile di ogni sua decisione presa in materia di scommesse sportive.


Effetto Mercurio – Ripercussioni di Hermes in Astrologia Sportiva

Posted by AstroloGoal | Astrologia sportiva | martedì 29 agosto 2017 11:05 am

Tratto dal libro: Effetto Mercurio – Ripercussioni di Hermes in Astrologia Sportiva di M. Moras

Hermes è una divinità della mitologia e della religione greca. Il suo ruolo principale è di messaggero degli Dei ed esecutore dei loro ordini. Veloce più del vento, correva ad annunciare alle genti la volontà di Zeus, suo padre, e degli altri Dei Olimpi.

I suoi simboli sono il gallo e la tartaruga, ma è riconoscibile anche per il borsellino, i sandali e il cappello alati. In qualità di araldo, Ermes portava sempre il bastone da messaggero, il caduceo, la verga donatagli da Apollo. Più tardi il bastone avrà due serpenti intrecciati e talora sarà coronato da un paio d’ali e da una palla.

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Mercurio calibra le azioni – vittorie e sconfitte – scaturite da Marte, e riconcilia intuizioni e immaginazioni guidate dal Sole con le impressioni riflesse dalla Luna astrologica”. – Alan Ayre

 

In qualità di giovane destro e aggraziato, Ermes era anche il patrono dell’educazione ginnastica. Corridore valente, lo si credeva fondatore di stadi e ginnasi, che solevano ornarsi di sue riproduzioni. Inoltre, come facondo oratore, era il dio che dava facilità d’eloquio a chi lo invocava nel momento del bisogno. “Veloce, brillante, astuto, persuasivo nel parlare, Ermes ha il dono della mobilità e dell’azione rapida, agisce sconcertando dèi e uomini, è spregiudicato e sottile“, scrive Sicuteri nel suo Astrologia e mito.

Nella mitologia romana il corrispondente di Ermes è Mercurio, il quale, sebbene sia un dio di derivazione etrusca, possiede molte caratteristiche simili all’Ermes greco, essendo infatti il dio dei commerci. Alla sua protezione si attribuiva ogni guadagno, anche nel gioco.

In astrologia, Mercurio è il pianeta della curiosità, della vivacità, della comprensione, in cui la ragione domina i sentimenti e le sensazioni. Il tipo mercuriano si fa stimare per sottigliezza e briosità, spirito e carattere giovanile, e per l’attitudine a sormontare gli ostacoli con abilità. I suoi gesti sono numerosi e vivaci. E’ l’uomo delle situazioni difficili, dei lavori delicati dove l’ingegno è più utile della forza. La sua attività fisica è rapida e abile, ma dato che il sistema muscolare è relativamente poco sviluppato, gli sforzi prolungati sono per lui penosi e spesso è sconfitto per mancanza di resistenza. Tradizionalmente trova il suo domicilio nel segno dei Gemelli ed è ben messo nei segni d’Aria che presentano un’analogia con influenza di Mercurio.

Se si attribuisce al Sole una intelligenza molto vasta, a Saturno la profondità e la concentrazione, bisogna, in tutta evidenza, attribuire a Mercurio la vivacità e la rapidità“. – H.J. Gouchon

Nell’ambito dell’astrologia sportiva, e in particolare del gioco del calcio, il dominio di Mercurio sta nella strategia, nelle istruzioni della pianificazione tattica della gara stabilite e impartite da allenatore e staff tecnico, informazioni da recepire e sintetizzare rapidamente, attraverso il peculiare filtro astrale del piano mentale del calciatore. In base al segno in cui Mercurio si trova alla nascita, avremo dodici diversi modelli ‘informatici’ con cui elaborare le informazioni fornite dagli altri pianeti. In segni di fuoco, tale processo mentale tenderà verso l’ispirazione; in segni d’aria sarà teoretico; in segni d’acqua inseguirà significati nascosti; in quelli di terra cercherà regole pragmatiche.

Per quanto sia utile conoscere la componente mercuriale dell’anima del calciatore, non si può certo definirla essenziale per il successo nel campo di gioco, dove anzi un eccessivo lavorio mentale rallenterebbe il libero impulso al movimento e lo spirito più puro dell’azione, in cui il gesto tecnico trascende nell’arte della sua piena realizzazione“. – Alan Ayre

 

Mercurio retrogrado tra Vergine e Gemelli

 

Mercurio domina il segno zodiacale dei Gemelli che presenta al massimo grado le caratteristiche astrali del pianeta. Il calciatore nato sotto questo segno dinamico ed eclettico è “leggero, nervoso, sgusciante, astuto. Non a caso le parti del corpo dominate dal segno sono gli arti, le estremità, tutto ciò che è doppio, parallelo; nel campo di calcio ciò corrisponde alle fasce laterali, zone essenziali nella strategia di una partita“, scrive Marco Pesatori nel suo libro “Sotto il Segno del Pallone“. In fase di attacco, il calciatore dei Gemelli è “aggirante, laterale, improvviso e inaspettato“. Si completa alla perfezione con una spalla della quale tende a sfruttare il grande lavoro sporco, per poi “approfittarne con conclusioni opportuniste. Vero mago del dribbling e della finta questo giocatore non è fisicamente una roccia, la sua forza vera sta nei nervi e nello scatto“. Esempi celebri di calciatori Gemelli si ritrovano in George Best, Damiani, Juary, Mauro, Laudrup e naturalmente Le Roi Michel Platini, giocatori “eleganti, veloci e ricchi di estro, imprevedibili, un po’ ribelli e indisciplinati, con una tendenza al personalismo, con le gambette delicate ed una certa incostanza – tutti tratti tipici del segno“. In epoca contemporanea il segno dei Gemelli ha fornito al grande calcio stelle di acclarata grandezza come Mario Mandzukic, Sergio Agüero, Lukas Podolski e Wesley Sneijder. Altri tipici esempi di versatilità “laterale” mercuriana: Schelotto, de Paul, Cuadrado, Gervinho, Marco Reus, Chicharito, Mario Götze, Insigne, Iturbe, Grosicki, Pastore, Hernanes, Zappacosta, Isla, Coutinho, Honda, Coman, Salah, Defrel e Aubameyang.

Attore nato, ha anche una classe raffinata ed elegante nelle sue giocate ingegnose, con fluttuazioni scenografiche da delirio. La fantasia e la furbizia sono dirette da una mente rapida e razionale, sia nell’arte del dribbling e dello scatto, che nell’estro e nella precisione delle paraboliche palle gol. I calci piazzati sono lo spartito migliore della sua creatività e i colpi di testa la bacchetta che sprigiona tocchi finali. E’ il classico direttore della squadra, sa impostare il gioco e disarmare con l’originalità e la forza tecnica delle geometrie. Da centrocampista è un regista di lusso, dall’intuizione vincente, imprevedibile anche nell’area di rigore e nelle incursioni laterali. L’arte segreta sta nella bravura dei piedi, alati come quelli di Mercurio, il vero gioiello di un atleta intellettualmente versatile”. – Silvana Iseppato

 

Nel peculiare contesto dell’astrologia sperimentale applicata all’ambito calcistico-previsionale, le nostre personali ricerche hanno evidenziato una presenza significativa di Mercurio tra i fattori degli aspetti planetari definiti mezzipunti (secondo la terminologia del suo scopritore e teorizzatore Reinhold Ebertin) nel momento esatto in cui si sono segnati dei gol nei primi 45 minuti delle partite del campionato italiano di Serie A. Il pianeta dell’agilità e della lucidità di giudizio appare infatti per ben 5 volte nelle prime 7 posizioni della tabella relativa ai mezzipunti ad alta frequenza positiva, con frequenze che vanno dal +1,1% al +1,6%. Si veda, a tal proposito, il nostro approfondimento relativo al Metodo Mezzipunti – Reti segnate nei primi 45 minuti.

Nella Tabella 2 pubblicata in appendice al nostro eBook Manuale di Astrologia del Calcio sono riportati gli scarti percentuali (superiori allo 0,9%) ottenuti da tutte le equazioni di mezzipunti, ordinate a partire dal valore ‘negativo’ più alto nella parte sinistra (che evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso nelle gare con 0-2 goal), e dal valore ‘positivo’ più alto nella parte destra (che dunque evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso nelle gare con più di 2 goal). Ebbene, un dato che salta all’occhio è il primato della combinazione di mezzipunti ASC=Mercurio/Giove (con scarto del 3,2%) , nonchè la palma di più alta proporzione di frequenza (1,9) di questa equazione nelle gare con esito Over 2,5 rispetto a quelle Under 2,5 (come illustrato nella Tabella 4 dell’eBook). Ciò significa che lo scarto medio del valore di frequenza dell’equazione ASC=Mercurio/Giove (ponderato insieme a Mercurio=ASC/Giove e Giove=ASC/Mercurio) si presenta, all’orario d’inizio, con una frequenza del 3,2% maggiore nelle gare con 3 o più goal rispetto alle altre. Questo dato statistico è in linea con le caratteristiche e la natura proprie dei pianeti coinvolti, Mercurio e Giove che, in questo contesto, sembrerebbero riferirsi agli aspetti attivi della realizzazione di un goal, vale a dire la finalizzazione di una manovra corale di squadra e il gesto tecnico conclusivo del calciatore, come conferma l’interpretazione di Ebertin circa il mezzopunto che coinvolge l’Ascendente come punto focale della combinazione Mercurio/Giove:

ASC=Mercurio/Giove: Felice lavoro di squadra che porta al successo. Abilità nell’orchestrare trame vincenti.

 

Incisione del Cinquecento che riproduce Giove, Giunone, Nettuno e Mercurio della tradizione mitologica greca. Riproduzione autorizzata da Fortean Picture Library.

 

Quando ‘aspettato’ con pianeti positivi, Mercurio sembra dunque offrire il meglio del suo repertorio. Diverso risulta invece il rilievo statistico quando il pianeta appare isolato (privo di una ‘spalla’) e in particolare quando si trova in relazione con l’Ascendente. Una ricerca condotta dal sottoscritto nel tentativo di dimostrare una qualsiasi rilevanza statistica nella coincidenza degli aspetti planetari tradizionali al momento dell’inizio delle gare col totale di reti segnate in ciascuna partita del campionato italiano di serie A e della Premier League inglese (nelle stagioni tra il 2011 e il 2016), ha infatti dimostrato che quando Mercurio si trova in angolo disarmonico con l’Ascendente, vale a dire il grado dell’eclittica che sorge all’orizzonte orientale al momento esatto dell’inizio della gara, questo aspetto appare addirittura con una frequenza del 12% maggiore nelle partite che hanno avuto esito un Under 2,5 (con 2 o meno gol finali) rispetto alle altre. Anche questo notevole dato statistico, in teoria assai improbabile, è invece in linea con le caratteristiche più negative di questo corpo celeste che, secondo la tradizione astrologica classica, corrispondono ad una carenza di perseveranza e una scarsa attitudine agli sforzi prolungati. Quando Mercurio è in aspetto disarmonico all’Ascendente, inoltre, ciò indica una difficile armonia con l’ambiente più prossimo e, nel nostro caso, una scarsa intesa tra compagni di squadra. “Noi tutti viviamo e agiamo sul piano orizzontale”, scrive Ebertin, per cui l’Ascendente “può essere considerato come il punto di contatto con gli altri”, in uno stretto rapporto reciproco coll’ambiente circostante (stadio, folla, mass media; passività o supremazia territoriale).

Cerchiamo ancora nei testi di Ebertin l’interpretazione dell’astrologia scientifica circa i mezzipunti che coinvolgono Mercurio. Come abbiamo descritto nel nostro eBook, un eccessivo lavorìo mentale tende a rallentare il libero impulso al movimento e lo spirito più puro dell’azione, e tale è il carattere evidenziato dal mezzopunto Mercurio=ASC/MC. Quando poi Mercurio è il punto focale della combinazione Marte/Ascendente, vi è una tendenza allo spreco di energie nervose in dispute sterili, mentre lo spirito generale è leggero, svampito o sovreccitato. Nel caso di combinazione con Nettuno e Ascendente, Ebertin rileva una tendenza ad essere guidati da impressioni sbagliate e da percezioni confuse, oltre che da una certa incapacità a fissare l’attenzione. Con Plutone coinvolto, inoltre, le complicazioni mentali raggiungono un apice, acuito da una sterile esigenza di stupire, a scapito di una più concreta finalizzazione.

Volubile e incostante, Mercurio diventa inconcludente in presenza della Luna, dove lo scarso senso pratico del pianeta si unisce all’emotività, irrequietudine, noncuranza, lentezza e mancanza d’iniziativa, tipiche del satellite (la combinazione MC=Luna/Mercurio è al primo posto della colonna di sinistra della Tabella 2 del nostro eBook relativa ai mezzipunti più frequenti in partite dall’esito Under, sebbene l’equazione ASC=Luna/Mercurio sia al primo posto nella tabella delle frequenze che evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso al momento in cui viene segnata una rete in una partita di calcio). Quando invece Mercurio si accompagna a Giove (come abbiamo visto) il giudizio diventa rapido e preciso, mentre con Saturno, secondo il già citato “Dizionario di Astrologia” di Gouchon, la concentrazione e il maggiore senso pratico rendono l’intuizione e la vena realizzativa più efficaci.

Fonti

Ayre, Alan, “The Astro-Logic of Winning Football, The Solopreneur Publ., West Yorkshire, UK, 2015

Sicuteri, Roberto, “Astrologia e mito. Simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo“, Astrolabio Ubaldini, 1978, p. 158

Ebertin, Reinhold, “The Combination of Stellar Influences”, American Fed. of Astrologers, Arizona, 1940

Gouchon, Henri-J., “Dizionario di Astrologia, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 2001

Iseppato, Silvana, “Il Calcio baciato dagli Astri, Graphot Ed., Torino, 1998

Pesatori, Marco, “Sotto il segno del pallone, Sonzogno, Milano, 1986

Ramorino, Felice, “Mitologia Classica Illustrata”, Hoepli, Milano, 1897

 

Protetto: Il nostro metodo Moras Ebertin

Posted by AstroloGoal | Astrologia sportiva | mercoledì 31 maggio 2017 8:05 pm

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