Oddschecker Tipster Contest Mondiali 2018

Posted by AstroloGoal | Varie | martedì 12 giugno 2018 5:05 pm

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L’evento sportivo dell’anno è ormai alle porte. La Coppa del Mondo di Russia 2018, che prenderà il via a Mosca il 14 giugno con il match inaugurale, sarà l’avvenimento più seguito dell’anno, con miliardi di persone che assisteranno ai 64 match in programma sino al prossimo 15 luglio. E poco importa se in questa edizione mancherà la nazionale italiana. Se sei anche tu tra i tantissimi tifosi e appassionati sportivi che non aspettano altro che questo momento, allora Oddschecker Italia ti offrirà un motivo in più per seguire lo spettacolo del Mondiale 2018 e vivere la magia del partite in Russia.

Nasce così il primo “Oddschecker Tipster Contest Mondiali 2018”, il primo concorso riservato ai migliori tipster del panorama italiano che si sfideranno a “colpi di pronostici” sulle gare dei Mondiali 2018 di Russia. Otto sono i tipster selezionati, tra cui AstroloGoal: ad ogni tipster verrà assegnato a sorteggio uno degli 8 gruppi della fase a gironi della Coppa del Mondo. Ciascuno dei partecipanti, dunque, avrà a disposizione 4 squadre sulle quali effettuare i propri pronostici e condividerli così con la platea degli utenti di Oddschecker Italia che a loro volta potranno interagire con gli otto tipster commentando, attraverso i canali social, le dritte e le puntate.

Visita la pagina dedicata di Oddschecker per consultare i pronostici dei tipster, vedere la grafica degli accoppiamenti e seguire la classifica aggiornata della competition.

E ricorda: non è la vera e propria tipster competition fin quando non è quella di Oddschecker Italia!

 

Astrologia e Scienza I: Dalla parte di Keplero

Posted by AstroloGoal | Varie | martedì 2 gennaio 2018 5:51 pm

di Massimo Moras

Tutti sanno che il sistema eliocentrico, che pone il Sole al centro del sistema di orbite dei pianeti, ebbe sulla storia del pensiero scientifico un impatto paragonabile ad un’autentica rivoluzione. Meno noto è il fatto che furono proprio gli astrologi dell’epoca ad incoraggiare le ricerche di Copernico (1473-1543) e che lungi dal rallentarne il successo, anzi lo favorirono presso gli ambienti scientifici che erano ancora molto aderenti al principio d’armonia cosmica, un secolo prima che la nozione successiva di universo disperdesse il senso e le sfide di quella di cosmo.

Ma come si poneva la nuova cosmologia eliocentrica di fronte al pensiero astrologico tradizionale? Johannes Keplero (1571–1630) risolse la questione paragonando l’astrologo al contadino che non si chiede come arrivino l’estate o l’inverno, ma gli basta sapere che arrivano e in base a questo si regola. Che fossero i cieli o la Terra a muoversi, dunque, poco importava. Nel suo Mysterium cosmographicum, Keplero distingueva inoltre fra l’astrologia superstiziosa e l’astrologia vera, o scientifica, basata sull’esperienza, riconoscendo la dignità dell’astrologia competente e allontanando da sé il rischio di essere confuso con un volgare ciarlatano di piazza.

 

 

Il concetto di ciclicità propugnato da Keplero è un aspetto fondamentale del fatto astrologico e  rappresenta ancora oggi uno snodo cruciale nella ricorrente polemica anti-astrologica. L’uomo infatti, secondo l’astrologo e studioso moderno Sementovsky-Kurilo, non verrebbe “… al mondo in una composizione fisiochimica determinata essenzialmente dall’intervento diretto d’influssi astrali o raggi cosmici […] Si trova piuttosto inserito in un determinato moto ciclico e vi rimane inserito per tutta la durata della vita, subendo invariabilmente le oscillazioni dovute al coordinamento unico nel suo genere delle corrispondenti forze cosmiche”[1]. In altre parole, anche se l’astrologia si avvale dell’astronomia, essa necessita di un tipo di approccio e di logica differenti, dunque di un processo conoscitivo sostanzialmente estraneo ai metodi delle scienze fisiche e più vicino a quello dell’arte, della metafisica e della spiritualità.

La sottolineatura del ruolo degli aspetti, in quella che potremmo definire la neoastrologia kepleriana, si lega al motivo filosofico che ispira la rilettura del tema dell’influsso astrale. Riprendendo una tesi classica del neoplatonismo antico e rinascimentale, presente anche in Paracelso, Keplero respinge infatti l’idea che i corpi celesti esercitino un influsso fisico sull’uomo; gli astri sono segni, non cause, proclama, riproponendo la classica posizione di Plotino. Di qui la tesi per la quale gli effetti astrali si riconducono non all’azione attiva dei pianeti, bensì piuttosto alle modalità, individualmente sempre diverse, delle reazioni di ogni singola anima alle proporzioni armoniose (ovvero gli aspetti) degli angoli con i quali i raggi della luce celeste colpiscono la Terra“. [2]

Se infatti, insieme all’astrologo contemporaneo Stephen Arroyo, consideriamo il nostro sistema solare “… come un sistema completo e organizzato di energie, ritmi, funzioni e così via, ne segue allora che ogni sistema organico all’interno di quello più grande ha qualche armonica relazione con il resto del sistema. In molte culture antiche, i filosofi, i saggi e gli astrologi hanno definito tutto ciò la ‘relazione del microcosmo con il macrocosmo’”.[3]


La figlia folle dell’astronomia

Tutti gli antichi astronomi, compreso Galileo Galilei (1564-1642), facevano oroscopi per ‘sbarcare il lunario’. Lo stesso Keplero ne faceva per vivere e arrivò addirittura a definire l’astrologia come la figlia pazza dell’astronomia che tuttavia manteneva sua madre. In epoca rinascimentale, infatti, l’astrologia rappresentava la summa di tutte quelle conoscenze umane che oggi potremmo definire a vario titolo psicologiche, filosofiche, mediche e sociali; tutti strumenti fondamentali che permettevano agli uomini di cultura dell’epoca di riflettere su se stessi e comprendere la natura del loro contesto storico socio-economico e politico.

Più che teorici di procedure matematiche, gli astrologi – vecchi e nuovi – sono abili interpreti delle angosce e delle necessità dei loro clienti. La mancanza di riferimenti di tipo psicologico nell’attività astrologica di Galileo può avere varie spiegazioni. Una è che si sia interessato unicamente agli aspetti formali dell’astrologia, solo per metterla alla prova. […] Forse il matematico pisano scoprì che l’astrologia non era riconducibile a un modello meccanico, perché non era altro che intuizione e buon senso, da esporre con sottile ambiguità per mettersi al riparo da previsioni errate”.[4]

Ritratto di Galileo Galilei – Carta astrale di Cosimo II de Medici redatta da Galileo

Il metodo sperimentale inaugurato da Galileo segnò l’inizio della polemica anti-astrologica in chiave scientista che, nel contesto culturale moderno, ha raggiunto vertici di inaudita astrofobia. Negli ambienti scientifici accademici contemporanei l’astrologia è deprecata, i suoi principi negati e le sue pratiche disprezzate. Basti citare, come esempio, il tono delle invettive che un libro recentemente ‘sponsorizzato’ dal CICAP [5] nel suo sito web riserva alla pratica astrologica, definita dall’autore una “perfetta combinazione tra olio di gomito, olio di ricino e olio santo che insieme lubrificano a meraviglia le nostre speranze, le nostre trovate e i nostri trucchi”. Gli astrologi sarebbero di volta in volta “profeti della sfiga” , “veggenti autoreggenti”, “maestri della malora” nonché “imbonitori parascientifici, paranoici, parolai e paraculi”. Per colpa del rinnovato interesse verso l’astrologia, inoltre, considerata un “grande spettacolo oscurantista e sostanzialmente voodoo, […] dopo le faticosissime conquiste dell’Illuminismo stiamo letteralmente annullando oltre due secoli di crescita civica, scientifica e culturale”.[6]

Verrebbe da dire, con Arroyo, che questi fanatici dell’anti-astrologia sembrano soffrire di “un tipo di superstizione che apparentemente condannano, perché hanno permesso che opinioni determinate dalla paura si sostituissero alla conoscenza”[7]. Ma di quale paura si tratterebbe? Di venire defraudati del monopolio della conoscenza che l’ideologia scientista rivendica arbitrariamente per sè, ad esempio. Ma anche paura che la popolarità del racconto astrologico, vivo oggi come da più di due millenni, oscuri le pretese della tanto decantata obiettività scientifica, questa ‘soggettività degli scienziati’, come opportunamente la definisce Patrice Guinard nel suo Manifesto, in cui si legge, tra l’altro: “La ricerca scientifica si basa su una prassi socioculturale istituzionalizzata e su un consenso ideologico che essa stessa influenza. Si iscrive in un sistema di valori e di credenze collettive: ieri la teoria dell’etere, oggi quella del Big Bang […] Da questo punto di vista, la razionalità scientifica non è più “oggettiva” della cosmologia sumerica, o della mitologia bantu. Come qualsiasi conoscenza, è in parte un ‘romanzo’, una presunzione dello spirito umano, un manufatto della coscienza”.[8]

In conclusione di questa prima parte, a dimostrazione che un dialogo costruttivo e senza pregiudizi tra astrologia e astronomia è non solo possibile ma anzi auspicabile, riportiamo quanto scritto da un astronomo scettico ma illuminato su questo tema, sperando che possa essere di monito a tutti coloro che vorranno cimentarsi nell’impresa di coniugare le due istanze per il bene della conoscenza. Scriveva, dunque, Giorgio Buonvino, astronomo e collaboratore della Specola Vaticana: “Uno studioso serio dovrebbe astenersi da affermazioni preconcette, ben sapendo, sempre che se ne ricordi, che le negazioni di oggi saranno spesso le affermazioni di domani, e dovrebbe quindi restare aperto ad ogni possibilità. D’altra parte se non si può usare, nel caso dell’astrologia, il metodo sperimentale, instaurato da Galileo e rivalutato dall’Accademia del Cimento col suo famoso: «provando e riprovando», si può sempre procedere per convergenza di prove, con metodi statistici. Sono lunghi, lenti e costosi, è vero, ma pensate che un grande telescopio, gli edifici necessari, la strumentazione ausiliaria e l’equipe di tecnici e scienziati necessaria per mandarlo avanti costi poi di meno?”[9]

Astrologia e Scienza. Parte II

Bibliografia

1) Sementovsky-Kurilo, Nicola, Astrologia. Trattato completo teorico-pratico. Con effemeridi dal 1901 al 2029, Hoepli, Nuova Ed. 2015, p. 104

2) Pompeo Faracovi, Ornella, Scritto negli astri. L’astrologia nella cultura dell’Occidente, Marsilio, 1996, p. 265

3) Arroyo, Stephen, Astrologia della relazione. Amore, sesso e compatibilità, Astrolabio Ubaldini Ed., 2008, p. 30

4) Albini, Andrea, Oroscopi e cannocchiali. Galileo, gli astrologi e la nuova scienza, Avverbi Ed., 2008, p. 94

5) Il CICAP è un’organizzazione educativa e senza finalità di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un’indagine scientifica e critica sul paranormale e le pseudoscienze. Fa parte dell’European Council of Skeptical Organizations.

6) Neuburg, Till, Astri e disastri. Manuale di sopravvivenza dell’astrologia e altre superstizioni, Fazi Editore, 2009, p. 19-46

7) Arroyo, cit., p. 26

8) Patrice Guinard, Il Manifesto, http://cura.free.fr/cura2/904m-it1.html

9) AAVV, Per una rifondazione dell’astrologia (Edizioni Ricerca ’90, Napoli, 1993, a cura di Ciro Discepolo), p. 30

 

Astrologia e Scienza II: Le obiezioni degli astronomi

Posted by AstroloGoal | Varie | martedì 2 gennaio 2018 5:45 pm

di Massimo Moras

Abbiamo visto, nella prima parte di questo approfondimento su Astrologia e Scienza, che lo scetticismo nei confronti della nobile arte di interpretare le stelle può assumere vari aspetti, che vanno dalle forme più acute di fanatismo anti-astrologico, per cui gli oroscopi non sarebbero altro che “… un’arrugginita scatola dei ferri per trasmetterci il tetano dell’inerzia e della rassegnazione”[1], all’apertura degli astronomi più illuminati per i quali “… nessuno studioso serio può negare o affermare quello che non conosce o non ha indagato: potrà solo dire se ha o no elementi per affermare o negare, e sempre con molta prudenza”[2].

Passeremo ora quindi in rassegna le principali obiezioni che gli astronomi, impegnati nel compito socialmente utile di porre un freno “… alla esagerata ed ingiustificabile diffusione di oroscopi ed esibizioni di presunte arti magiche”[3], contestano alle basi considerate pseudo-scientifiche dell’astrologia tradizionale.

Innanzitutto gli astronomi tengono a farci sapere che ”le ‘Costellazioni’ zodiacali sono tredici e non dodici, che le effemeridi astrologiche non corrispondono a quelle astronomiche a causa della Precessione degli equinozi [4]. Vero. Infatti già l’astronomo, geografo, matematico e filosofo greco, Gemino da Rodi, vissuto nel I secolo a.C. (autore del più vecchio trattato completo d’astronomia conservato finora) sottolineava che le stelle fungono soltanto da riferimenti, da marcatori temporali, e non da agenti influenti. Sostenere l’influenza delle costellazioni sarebbe dunque un errore e l’obiezione priva di fondamento “… sia perché si basa sul presupposto – falso – che le costellazioni abbiano dato il nome ai segni, mentre tutto fa credere il contrario, sia perché la coincidenza perfetta non ci fu mai, in alcun momento della storia, per essere, le costellazioni, quale più, quale meno estesa di trenta gradi, a volte poi sfuggenti a nord della fascia, a volte a sud.”[5]

La tredicesima costellazione zodiacale dell’Ofiuco, o Serpentario.

Fu l’astronomo greco Ipparco di Nicea (200-120 a.C.) che, scoperto il fenomeno precessivo dell’asse terrestre in virtù del quale il Sole, nel suo moto apparente, anno dopo anno non si trova più di fronte allo stesso grado di Zodiaco siderale dell’anno precedente (spostamento pari a 30° ogni 2160 anni circa), decise di fissare l’inizio dello zodiaco in corrispondenza del punto vernale, noto anche come punto equinoziale di primavera, facendo riferimento così ad uno zodiaco tropico, fondato sulla divisione in tre segni di ciascuno dei quattro quadranti delimitati dalle intersezioni dell’eclittica e dell’Equatore celeste.

Quando nel bimillennio precedente la nascita di Cristo l’astrologia iniziò a strutturarsi, la costellazione dell’Ariete era in direzione del Sole all’equinozio di primavera. Oggi il punto gamma (zero gradi Ariete) dell’eclittica si trova puntato tra il primo grado dei Pesci e il trentesimo dell’Aquario […].In seguito gli astrologi ritennero di dover cercare il riferimento con l’«alto» non già nelle costellazioni fisse, ma in quelle zone di spazio, comprese tra la Terra e queste ultime, che nei vari periodi dell’anno ospitano il Sole. Queste zone che sono i segni dello Zodiaco, furono suddivise di trenta gradi in trenta gradi e continuarono a portare il nome delle costellazioni a cui erano state intitolate a solo titolo simbolico”.[6]

Ipparco di Nicea (Hipparchus) – Il punto vernale (o gamma), che ai tempi di Ipparco corrispondeva all’inizio della costellazione dell’Ariete, ai giorni nostri punta in direzione del limitare tra quelle dei Pesci e dell’Acquario.

La forte valenza simbolica del disegno stesso dello Zodiaco, con la sua sorprendente regolarità geometrica di dodici archi uguali, di trenta gradi ciascuno, trascende dunque la sua parentela con la realtà astronomica. “La proiezione dello Zodiaco”, scriveva Mario Zoli, “ha le caratteristiche tanto dell’estrema regolarità, quanto dell’immutabilità, quanto dell’inclusione entro una struttura unitaria di dodici figure legate al moto del Sole, e tutte della medesima importanza […]. Idee di una natura aggressiva, immediata, forte e prontamente reattiva fecero sì che in una certa parte del cerchio si volesse vedere un ariete, e non già un canneto, perché quella figura e non un’altra era il referente migliore, e semplicissimo, di tutti quei concetti”. [7]

E’ dunque il simbolico l’essenza stessa dell’astrologia, la sua anima, non riconducibile a calcoli matematici e purtuttavia aperta alla possibilità di essere tradotta ed espressa nel linguaggio della scienza. L’astrologia, scrive Guinard, “è una concezione del reale circoscritta da una doppia esigenza, razionale e spirituale. Si spiega in questa via di mezzo, tra la presa in considerazione dei dati astronomici e la convinzione di un’armonizzazione della psiche con il suo ambiente astrale immediato. È per questo che non è stata mai ‘confutata’ dalla scienza. L’astrologia viene combattuta, non perché sarebbe un falso sapere o una cattiva metafisica – le società moderne e le loro istituzioni ne abbondano – ma precisamente perché è la sola metafisica viva capace di dissolvere l’unilateralità della coscienza moderna e di ordinare la molteplicità caotica delle sue conoscenze”.[8]

Astrologia e Scienza. Parte III

Bibliografia

1) Neuburg, Till, Astri e disastri. Manuale di sopravvivenza dell’astrologia e altre superstizioni, Fazi Ed., 2009, p. 195

2) Intervento di G. Buonvino in AAVV, Per una rifondazione dell’astrologia (Edizioni Ricerca ’90, Napoli, 1993, a cura di Ciro Discepolo), p. 30

3) Lettera aperta sull’eccessiva diffusione dell’astrologia – A cura della U.A.I. – Unione Astrofili Italiani – 2004

4) Obiezioni all’astrologia – A cura della U.A.I., cit.

5) Mario Zoli, Il simbolo come essenza dell’Astrologia, in AAVV, Per una rifondazione dell’astrologia, op. cit., p. 188

6) Discepolo, Ciro, Nuova Guida All’Astrologia VOL.1: V Edizione riveduta ed ampliata, Edizioni Ricerca ’90, 2014

7) M. Zoli, in AAVV, Per una rifondazione dell’astrologia, op. cit.

8) P. Guinard, Il Manifesto, http://cura.free.fr/cura2/905m-it3.html

 

Astrologia e Scienza III: Plutone e la Fascia di Kuiper

Posted by AstroloGoal | Varie | martedì 2 gennaio 2018 5:43 pm

di Massimo Moras

Tra le principali obiezioni che gli astronomi contestano alle basi considerate pseudo-scientifiche dell’astrologia tradizionale vi è anche quella, degna di maggiore attenzione da parte dell’astrologo serio, che la tarda integrazione nel discorso astrologico di Urano, seguita da Nettuno e Plutone, sia stata alquanto artificiosa e giustificata dal fatto che avrebbe probabilmente risolto una serie di imprecisioni nelle predizioni. “Ma ora che Plutone è stato retrocesso dallo stato di pianeta a semplice oggetto appartenente alla Fascia di Kuiper”, si chiede Philippe Zarka dell’Osservatorio di  Parigi, “perché gli astrologi non lo rimuovono dalla lista dei pianeti e confessano che in realtà non ha apportato nessun miglioramento?”[1] E se decidessero di tenerlo, si chiede ancora l’astronomo francese, che dire degli altri oggetti recentemente scoperti la cui lista sta crescendo di giorno in giorno e che hanno caratteristiche simili a Plutone, quali Sedna, Quaoar, ecc.

L’obiezione è legittima e – a scanso di equivoci – si tiene da subito a sottolineare che il sottoscritto, nella sua attività nell’ambito dell’astro-statistica applicata allo sport, ha di recente sospeso Plutone dal suo campo di ricerca, almeno fino a quando non avrà fatto chiarezza sull’argomento, accogliendo dunque l’appello di un astronomo competente e illuminato quale Zarka che, a sua volta, ha riconosciuto come le obiezioni dell’astronomia non siano sufficienti ad escludere che l’astrologia possa presentare alcune attribuzioni degne di una disciplina scientifica. Questo è un grosso passo avanti nel dialogo tra Astrologia e Scienza che meriterà di essere approfondito ulteriormente.

La Fascia di Kuiper è un anello composto da piccoli corpi celesti ghiacciati orbitanti intorno al Sole e situati oltre l’orbita del pianeta Nettuno.

Mentre su Urano e Nettuno (scoperti rispettivamente nel 1781 e 1846) non vi sono dubbi circa la fondamentale importanza nell’ambito del discorso astrologico in termini di significazione simbolica e accuratezza previsionale, per quanto concerne Plutone “le attribuzioni simboliche sono ancora scarse e ancora non verificate con risposte attendibili nella pratica oroscopica“.[2]


Un po’ di storia

Nel 1801, l’astronomo italiano Giuseppe Piazzi (1746 – 1826) scoperse un debole corpo luminoso tra Marte e Giove che chiamò Cerere, in onore della divinità romana patrona della Sicilia. Dopodiché, altri piccolissimi oggetti celesti furono trovati da ricercatori tedeschi tra il 1802 e il 1807: Pallade, Giunone e Vesta. Entro il 1890 ne furono scoperti oltre trecento e fu chiaro a tutti che non si poteva trattare di pianeti nel senso tradizionale del termine. Gli astronomi decisero quindi di chiamarli asteroidi o pianetini, in quanto decisamente inferiori nelle proporzioni ai pianeti conosciuti.

Ma veniamo al 1846, quando venne scoperto Nettuno, il quarto dei pianeti giganti situati oltre la fascia degli asteroidi. Con otto pianeti conosciuti, gli astronomi cominciarono a chiedersi se non ci fossero altri mondi sconosciuti laggiù in attesa di essere esplorati. Nel 1930, una ricerca sistematica rivelò quelle che sembravano essere le fattezze – forse eccessivamente ridotte – del pianeta numero nove. In virtù della sua orbita distante intorno al Sole, tale oggetto venne dunque classificato come pianeta e presto chiamato Plutone, in onore alla divinità dell’oscurità e dell’oltretomba nella mitologia romana.

Ritratto di Giuseppe Piazzi, scopritore di Cerere – Due lastre fotografiche che illustrano la scoperta di Plutone. L’oggetto, segnato dalla freccetta, appare in posizione diversa rispetto alle stelle che fanno da sfondo alle due fotografie (cliccare per ingrandire)

Le cose rimasero intatte per 65 anni. Sebbene l’orbita di Plutone apparisse più allungata rispetto agli altri pianeti (e addirittura incrociasse quella di Nettuno) sembrava essere un corpo isolato nella sua remota regione dello spazio, come Cerere prima della scoperta degli altri asteroidi. A partire dal 1995, tuttavia, astronomi con strumentazioni più avanzate cominciarono a notare la presenza di parenti prossimi a Plutone, fino alla scoperta, nel 2003, di un oggetto altrettanto grande – definito pianeta ‘nano’ – che chiamarono Eris, in onore alla divinità greca della discordia. Ad oggi, si contano migliaia di oggetti simili nella loro orbita attorno al Sole, nello spazio oltre Nettuno, detto Fascia di Kuiper dal nome di uno degli astronomi che ne ipotizzò l’esistenza.

Ecco un video che illustra perché Plutone non possa più essere considerato un pianeta (sottotitoli in italiano):

 

Per concludere, riportiamo le parole di un altro grande astronomo illuminato che così si esprimeva circa la pretesa degli astrologi di saperne comunque sempre di più e meglio degli astrofisici stessi in materia di pianeti, pianetini e mondi sconosciuti appena emersi dalle tenebre. Scriveva dunque Giorgio Buonvino: “Ancora oggi nessuno sa perché il sistema solare è fatto così; forse i pianeti furono originati dal Sole, forse Venere fu una cattura, forse Plutone è un antico satellite di Nettuno, forse, forse, ma il perché non si sa. Invece gli astrologi, quando gli astronomi hanno appena scoperto un pianeta, ne conoscono subito le sue caratteristiche e i suoi influssi e immediatamente se ne servono. Beati loro, a noi scoprire qualcosa costa tanta fatica, quintali di carta, migliaia di calcoli e di notti insonni. Oggi, oltre la Terra, il sistema solare comprende dieci corpi principali compresa la Luna, e siccome pare che ogni segno debba essere governato da un pianeta, ce ne dovrebbero essere almeno altri due. Però, visto che la divisione dello zodiaco in dodici parti è arbitraria, questa affermazione mi pare alquanto cervellotica, tenendo poi conto, in più, che il principio di similitudine vale in geometria, ma non in fisica e tanto meno in astronomia”[3]. Food for thought, spunti interessanti su cui meditare opportunamente, per far evolvere il dialogo tra l’astrologia seria e la scienza illuminata a livelli proficui per entrambi, per il bene della conoscenza e della multilateralità di ogni discorso sopra i massimi sistemi.

Bibliografia

1) Philippe Zarka, Astronomy and Astrology, in The Role of Astronomy in Society and Culture Proceedings IAU Symposium No. 260, 2009, D. Valls-Gabaud & A. Boksenberg, eds., p. 422

2) Sicuteri, Roberto, Astrologia e mito. Simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo, Astrolabio Ubaldini, 1978, p. 191

3) Intervento di G. Buonvino in AAVV, Per una rifondazione dell’astrologia (Edizioni Ricerca ’90, Napoli, 1993, a cura di Ciro Discepolo), p. 32

 

Effetto Mercurio – Ripercussioni di Hermes in Astrologia Sportiva

Posted by AstroloGoal | Varie | martedì 29 agosto 2017 11:05 am

Hermes è una divinità della mitologia e della religione greca. Il suo ruolo principale è di messaggero degli Dei ed esecutore dei loro ordini. Veloce più del vento, correva ad annunciare alle genti la volontà di Zeus, suo padre, e degli altri Dei Olimpi.

I suoi simboli sono il gallo e la tartaruga, ma è riconoscibile anche per il borsellino, i sandali e il cappello alati. In qualità di araldo, Ermes portava sempre il bastone da messaggero, il caduceo, la verga donatagli da Apollo. Più tardi il bastone avrà due serpenti intrecciati e talora sarà coronato da un paio d’ali e da una palla.

Mercurio calibra le azioni – vittorie e sconfitte – scaturite da Marte, e riconcilia intuizioni e immaginazioni guidate dal Sole con le impressioni riflesse dalla Luna astrologica”. – Alan Ayre

 

In qualità di giovane destro e aggraziato, Ermes era anche il patrono dell’educazione ginnastica. Corridore valente, lo si credeva fondatore di stadi e ginnasi, che solevano ornarsi di sue riproduzioni. Inoltre, come facondo oratore, era il dio che dava facilità d’eloquio a chi lo invocava nel momento del bisogno. “Veloce, brillante, astuto, persuasivo nel parlare, Ermes ha il dono della mobilità e dell’azione rapida, agisce sconcertando dèi e uomini, è spregiudicato e sottile“, scrive Sicuteri nel suo Astrologia e mito.

Nella mitologia romana il corrispondente di Ermes è Mercurio, il quale, sebbene sia un dio di derivazione etrusca, possiede molte caratteristiche simili all’Ermes greco, essendo infatti il dio dei commerci. Alla sua protezione si attribuiva ogni guadagno, anche nel gioco.

In astrologia, Mercurio è il pianeta della curiosità, della vivacità, della comprensione, in cui la ragione domina i sentimenti e le sensazioni. Il tipo mercuriano si fa stimare per sottigliezza e briosità, spirito e carattere giovanile, e per l’attitudine a sormontare gli ostacoli con abilità. I suoi gesti sono numerosi e vivaci. E’ l’uomo delle situazioni difficili, dei lavori delicati dove l’ingegno è più utile della forza. La sua attività fisica è rapida e abile, ma dato che il sistema muscolare è relativamente poco sviluppato, gli sforzi prolungati sono per lui penosi e spesso è sconfitto per mancanza di resistenza. Tradizionalmente trova il suo domicilio nel segno dei Gemelli ed è ben messo nei segni d’Aria che presentano un’analogia con influenza di Mercurio.

Se si attribuisce al Sole una intelligenza molto vasta, a Saturno la profondità e la concentrazione, bisogna, in tutta evidenza, attribuire a Mercurio la vivacità e la rapidità“. – H.J. Gouchon

Nell’ambito dell’astrologia sportiva, e in particolare del gioco del calcio, il dominio di Mercurio sta nella strategia, nelle istruzioni della pianificazione tattica della gara stabilite e impartite da allenatore e staff tecnico, informazioni da recepire e sintetizzare rapidamente, attraverso il peculiare filtro astrale del piano mentale del calciatore. In base al segno in cui Mercurio si trova alla nascita, avremo dodici diversi modelli ‘informatici’ con cui elaborare le informazioni fornite dagli altri pianeti. In segni di fuoco, tale processo mentale tenderà verso l’ispirazione; in segni d’aria sarà teoretico; in segni d’acqua inseguirà significati nascosti; in quelli di terra cercherà regole pragmatiche.

Per quanto sia utile conoscere la componente mercuriale dell’anima del calciatore, non si può certo definirla essenziale per il successo nel campo di gioco, dove anzi un eccessivo lavorio mentale rallenterebbe il libero impulso al movimento e lo spirito più puro dell’azione, in cui il gesto tecnico trascende nell’arte della sua piena realizzazione“. – Alan Ayre

 

Mercurio retrogrado con Vergine e Gemelli

 

Mercurio domina il segno zodiacale dei Gemelli che presenta al massimo grado le caratteristiche astrali del pianeta. Il calciatore nato sotto questo segno dinamico ed eclettico è “leggero, nervoso, sgusciante, astuto. Non a caso le parti del corpo dominate dal segno sono gli arti, le estremità, tutto ciò che è doppio, parallelo; nel campo di calcio ciò corrisponde alle fasce laterali, zone essenziali nella strategia di una partita“, scrive Marco Pesatori nel suo libro “Sotto il Segno del Pallone“. In fase di attacco, il calciatore dei Gemelli è “aggirante, laterale, improvviso e inaspettato“. Si completa alla perfezione con una spalla della quale tende a sfruttare il grande lavoro sporco, per poi “approfittarne con conclusioni opportuniste. Vero mago del dribbling e della finta questo giocatore non è fisicamente una roccia, la sua forza vera sta nei nervi e nello scatto“. Esempi celebri di calciatori Gemelli si ritrovano in George Best, Damiani, Juary, Mauro, Laudrup e naturalmente Le Roi Michel Platini, giocatori “eleganti, veloci e ricchi di estro, imprevedibili, un po’ ribelli e indisciplinati, con una tendenza al personalismo, con le gambette delicate ed una certa incostanza – tutti tratti tipici del segno“. In epoca contemporanea il segno dei Gemelli ha fornito al grande calcio stelle di acclarata grandezza come Mario Mandzukic, Sergio Agüero, Lukas Podolski e Wesley Sneijder. Altri tipici esempi di versatilità “laterale” mercuriana: Schelotto, de Paul, Cuadrado, Gervinho, Marco Reus, Chicharito, Mario Götze, Insigne, Iturbe, Grosicki, Pastore, Hernanes, Zappacosta, Isla, Coutinho, Honda, Coman, Salah, Defrel e Aubameyang.

Attore nato, ha anche una classe raffinata ed elegante nelle sue giocate ingegnose, con fluttuazioni scenografiche da delirio. La fantasia e la furbizia sono dirette da una mente rapida e razionale, sia nell’arte del dribbling e dello scatto, che nell’estro e nella precisione delle paraboliche palle gol. I calci piazzati sono lo spartito migliore della sua creatività e i colpi di testa la bacchetta che sprigiona tocchi finali. E’ il classico direttore della squadra, sa impostare il gioco e disarmare con l’originalità e la forza tecnica delle geometrie. Da centrocampista è un regista di lusso, dall’intuizione vincente, imprevedibile anche nell’area di rigore e nelle incursioni laterali. L’arte segreta sta nella bravura dei piedi, alati come quelli di Mercurio, il vero gioiello di un atleta intellettualmente versatile”. – Silvana Iseppato

 

Nel peculiare contesto dell’astrologia sperimentale applicata all’ambito calcistico-previsionale, le nostre personali ricerche hanno evidenziato una presenza significativa di Mercurio tra i fattori degli aspetti planetari definiti mezzipunti (secondo la terminologia del suo scopritore e teorizzatore Reinhold Ebertin) nel momento esatto in cui si sono segnati dei gol nei primi 45 minuti delle partite del campionato italiano di Serie A. Il pianeta dell’agilità e della lucidità di giudizio appare infatti per ben 5 volte nelle prime 7 posizioni della tabella relativa ai mezzipunti ad alta frequenza positiva, con frequenze che vanno dal +1,1% al +1,6%. Si veda, a tal proposito, il nostro approfondimento relativo al Metodo Mezzipunti – Reti segnate nei primi 45 minuti.

Nella Tabella 2 pubblicata in appendice al nostro eBook Manuale di Astrologia del Calcio sono riportati gli scarti percentuali (superiori allo 0,9%) ottenuti da tutte le equazioni di mezzipunti, ordinate a partire dal valore ‘negativo’ più alto nella parte sinistra (che evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso nelle gare con 0-2 goal), e dal valore ‘positivo’ più alto nella parte destra (che dunque evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso nelle gare con più di 2 goal). Ebbene, un dato che salta all’occhio è il primato della combinazione di mezzipunti ASC=Mercurio/Giove (con scarto del 3,2%) , nonchè la palma di più alta proporzione di frequenza (1,9) di questa equazione nelle gare con esito Over 2,5 rispetto a quelle Under 2,5 (come illustrato nella Tabella 4 dell’eBook). Ciò significa che lo scarto medio del valore di frequenza dell’equazione ASC=Mercurio/Giove (ponderato insieme a Mercurio=ASC/Giove e Giove=ASC/Mercurio) si presenta, all’orario d’inizio, con una frequenza del 3,2% maggiore nelle gare con 3 o più goal rispetto alle altre. Questo dato statistico è in linea con le caratteristiche e la natura proprie dei pianeti coinvolti, Mercurio e Giove che, in questo contesto, sembrerebbero riferirsi agli aspetti attivi della realizzazione di un goal, vale a dire la finalizzazione di una manovra corale di squadra e il gesto tecnico conclusivo del calciatore, come conferma l’interpretazione di Ebertin circa il mezzopunto che coinvolge l’Ascendente come punto focale della combinazione Mercurio/Giove:

ASC=Mercurio/Giove: Felice lavoro di squadra che porta al successo. Abilità nell’orchestrare trame vincenti.

 

Incisione del Cinquecento che riproduce Giove, Giunone, Nettuno e Mercurio della tradizione mitologica greca. Riproduzione autorizzata da Fortean Picture Library.

 

Quando ‘aspettato’ con pianeti positivi, Mercurio sembra dunque offrire il meglio del suo repertorio. Diverso risulta invece il rilievo statistico quando il pianeta appare isolato (privo di una ‘spalla’) e in particolare quando si trova in relazione con l’Ascendente. Una ricerca condotta dal sottoscritto nel tentativo di dimostrare una qualsiasi rilevanza statistica nella coincidenza degli aspetti planetari tradizionali al momento dell’inizio delle gare col totale di reti segnate in ciascuna partita del campionato italiano di serie A e della Premier League inglese (nelle stagioni tra il 2011 e il 2016), ha infatti dimostrato che quando Mercurio si trova in angolo disarmonico con l’Ascendente, vale a dire il grado dell’eclittica che sorge all’orizzonte orientale al momento esatto dell’inizio della gara, questo aspetto appare addirittura con una frequenza del 12% maggiore nelle partite che hanno avuto esito un Under 2,5 (con 2 o meno gol finali) rispetto alle altre. Anche questo notevole dato statistico, in teoria assai improbabile, è invece in linea con le caratteristiche più negative di questo corpo celeste che, secondo la tradizione astrologica classica, corrispondono ad una carenza di perseveranza e una scarsa attitudine agli sforzi prolungati. Quando Mercurio è in aspetto disarmonico all’Ascendente, inoltre, ciò indica una difficile armonia con l’ambiente più prossimo e, nel nostro caso, una scarsa intesa tra compagni di squadra. “Noi tutti viviamo e agiamo sul piano orizzontale”, scrive Ebertin, per cui l’Ascendente “può essere considerato come il punto di contatto con gli altri”, in uno stretto rapporto reciproco coll’ambiente circostante (stadio, folla, mass media; passività o supremazia territoriale).

Cerchiamo ancora nei testi di Ebertin l’interpretazione dell’astrologia scientifica circa i mezzipunti che coinvolgono Mercurio. Come abbiamo descritto nel nostro eBook, un eccessivo lavorìo mentale tende a rallentare il libero impulso al movimento e lo spirito più puro dell’azione, e tale è il carattere evidenziato dal mezzopunto Mercurio=ASC/MC. Quando poi Mercurio è il punto focale della combinazione Marte/Ascendente, vi è una tendenza allo spreco di energie nervose in dispute sterili, mentre lo spirito generale è leggero, svampito o sovreccitato. Nel caso di combinazione con Nettuno e Ascendente, Ebertin rileva una tendenza ad essere guidati da impressioni sbagliate e da percezioni confuse, oltre che da una certa incapacità a fissare l’attenzione. Con Plutone coinvolto, inoltre, le complicazioni mentali raggiungono un apice, acuito da una sterile esigenza di stupire, a scapito di una più concreta finalizzazione.

Volubile e incostante, Mercurio diventa inconcludente in presenza della Luna, dove lo scarso senso pratico del pianeta si unisce all’emotività, irrequietudine, noncuranza, lentezza e mancanza d’iniziativa, tipiche del satellite (la combinazione MC=Luna/Mercurio è al primo posto della colonna di sinistra della Tabella 2 del nostro eBook relativa ai mezzipunti più frequenti in partite dall’esito Under, sebbene l’equazione ASC=Luna/Mercurio sia al primo posto nella tabella delle frequenze che evidenzia le combinazioni di mezzipunti che appaiono più spesso al momento in cui viene segnata una rete in una partita di calcio). Quando invece Mercurio si accompagna a Giove (come abbiamo visto) il giudizio diventa rapido e preciso, mentre con Saturno, secondo il già citato “Dizionario di Astrologia” di Gouchon, la concentrazione e il maggiore senso pratico rendono l’intuizione e la vena realizzativa più efficaci.

Fonti

Ayre, Alan, “The Astro-Logic of Winning Football, The Solopreneur Publ., West Yorkshire, UK, 2015

Sicuteri, Roberto, “Astrologia e mito. Simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo“, Astrolabio Ubaldini, 1978, p. 158

Ebertin, Reinhold, “The Combination of Stellar Influences”, American Fed. of Astrologers, Arizona, 1940

Gouchon, Henri-J., “Dizionario di Astrologia, Gruppo Editoriale Armenia, Milano, 2001

Iseppato, Silvana, “Il Calcio baciato dagli Astri, Graphot Ed., Torino, 1998

Pesatori, Marco, “Sotto il segno del pallone, Sonzogno, Milano, 1986

Ramorino, Felice, “Mitologia Classica Illustrata”, Hoepli, Milano, 1897

 

Guida alle Scommesse di Bettix

Posted by AstroloGoal | Varie | giovedì 30 marzo 2017 10:29 am

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Muoversi nel vasto mondo delle scommesse non è mai facile. Se siete appassionati di calcio, infatti, sapete benissimo che le possibilità di giocate sono davvero numerose e per rendere un pronostico il più vincente possibile, è importante conoscere bene tutte queste possibilità, così da essere in grado di scegliere, ogni volta, quella più adatta alla partita o, più in generale, all’evento sportivo sul quale volete scommettere. In questo breve articolo, noi di Bettix.it vi forniremo alcuni suggerimenti sulle principali tipologie di scommesse realizzabili, così da avere un’idea più completa di come riuscire a vincere con le scommesse sul calcio.

Intanto, quando decidete di realizzare un pronostico, la prima cosa da sapere è che esistono numerose tipologie di scommesse sul calcio realizzabili e che, per un singolo match, esistono più possibilità di indirizzare il vostro pronostico: per fare qualche esempio, ci sono le scommesse sul numero totale dei gol realizzati, quelle sul risultato finale o, ancora, su quale giocatore segnerà una rete. Ma non finisce qui: potete infatti decidere di scommettere su quale squadra vincerà un’intera competizione (campionato, Champions League, Europa League, campionato europeo, Mondiale), su chi otterrà il passaggio al turno successivo o, addirittura, su quale compagine otterrà la posizione migliore al termine di una data manifestazione. In questi ultimi casi, si parla di scommesse antepost.

Interessante, vero? Ma questo è ancora niente.

Lo sapevate che si possono realizzare anche scommesse live in tempo reale?

Come avete potuto constatare finora, comunque, le opzioni di scommessa sono davvero infinite vogliamo farvi ancora un paio di esempi.

Un’altra tipologia di pronostici molto gettonata è quella che viene comunemente detta Doppia Chance. Come si può intuire dal nome le possibilità di vincita, in questo caso, “raddoppiano”. Questo perché la scommessa in questione, che qui riguarda il risultato finale di una partita (1 = squadra in casa vincente; 2 = squadra ospite vincente; X = pareggio) vi dà la possibilità di dare ben due opzioni, invece che una sola. Potrete quindi realizzare un pronostico 1X, X2, oppure 12.

A questo punto, chiudiamo con un tipo di scommessa che riguarda il numero di gol totali segnati in un match. Stiamo parlando delle scommesse Under e Over. Intanto, è necessario precisare la differenza: Under significa che il risultato finale sarà inferiore ad un certo valore (0.5, 1.5, 2.5, ecc.); Over, invece, che il punteggio finale sarà superiore al valore selezionato.

Con questo breve ma intenso articolo, abbiamo voluto darvi una panoramica generale dell’affascinante mondo delle scommesse e, se vi abbiamo incuriositi, vi invitiamo a visitare il nostro portale, Bettix.it, dove troverete non solo tutti gli approfondimenti riguardanti pronostici e scommesse, ma anche calendari, classifiche aggiornate, albi d’oro e tanto altro!

AstroloGoal va in vacanza. Buona Pasqua!

Posted by AstroloGoal | Varie | lunedì 27 marzo 2017 8:45 am

AstroloGoal va in vacanza.

A tutti i nostri affezionati utenti auguriamo una Buona Pasqua!

Gli astro pronostici riprenderanno con la 32a Giornata di Campionato di Serie A del 14-15 aprile 2018…

Ciao, a presto!

buona-pasqua-calcio

L’oroscopo 2017 della Juventus

Posted by AstroloGoal | Varie | lunedì 2 gennaio 2017 6:14 pm

E’ una domanda che rimbalza da qualche giorno nella mente di tutti i tifosi bianconeri: come sarà il 2017 della Juventus? Sarà vincente, ricco di successi da ricordare come gli ultimi cinque anni? Porterà sorprese nuove, vedrà la nascita di campioni inattesi? Per rispondere a questi quesiti, abbiamo accolto la richiesta di ilBiancoNero.com e stilato le seguenti previsioni:

INARRESTABILE – La Juventus è una società scorpione guidata da un allenatore leone (Allegri), entrambi segni favoriti dalle stelle nel 2017. I pianeti lenti più influenti si trovano in segni amichevoli o neutri, per cui niente sembra davvero poter ostacolare il suo cammino verso la vittoria, perlomeno in campionato, sebbene un periodo di affaticamento dovuto a Marte e Mercurio ostili tra marzo e aprile possa riaccendere le speranze di rimonta negli avversari più diretti alla conquista del titolo.

SERIE A E CHAMPIONS – La strada in campionato sembra dunque scevra da ostacoli e la meta a portata di mano, sempre che la squadra riesca a mantenere il giusto ritmo per tutto il girone di ritorno e a non distrarsi a causa degli impegni di Coppa, che però rischiano di farsi più complicati durante i quarti di finale, poiché ad aprile il leone Allegri, afflitto anch’esso da un Marte ostile, faticherà a mantenere nella squadra il ritmo e il dinamismo necessari al passaggio del turno.

DESIDERI EUROPEI – Dal punto di vista degli impegni internazionali, appare molto più propizia la prossima stagione 2017-18, poiché da metà ottobre Giove portafortuna entrerà nel segno dello scorpione e, anche grazie ad una necessaria opera di svecchiamento della rosa, la società potrà finalmente ambire col favore delle stelle alla conquista della tanto agognata Champions League.

TRASFORMAZIONE – Il ricambio generazionale, e molto probabilmente anche il cambio alla guida tecnica col leone Allegri irresistibilmente attratto dalle sirene straniere, sarà l’elemento vincente dall’autunno in poi, con lo scorpione Dybala finalmente sugli scudi e la travolgente ondata di energia positiva portata dalla nuova Juve che avanza: dal leone Rugani in primis, ma anche dagli scalpitanti toro Pjaca e Caldara, nonché dal pesci Sturaro favorito da Giove da ottobre e per tutto il 2018.

AstroloGoal va in vacanza. Buone Feste!

Posted by AstroloGoal | Varie | lunedì 12 dicembre 2016 12:34 pm

 

AstroloGoal va in vacanza.

A tutti gli affezionati utenti auguriamo Buone Feste e un 2017 da favola!

A proposito, se non l’hai già fatto, dài un’occhiata al nostro oroscopo per l’anno nuovo… Ciao, a presto!